ENTARTETE MUSIK

Ristampa del progetto culturale Decca

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la copertina dell'originale con cui si presentava la collanaTorna disponibile, per ora soltanto parzialmente, l’importante progetto culturale “Entartete Musik” che la DECCA percorse con lungimiranza e dispendio di grandi energie, sia sul campo degli interpreti, sia per le realizzazioni discografiche circa 20 anni or sono.

Non indifferente, oggi, il fatto che i titoli pubblicati fino ad ora, siano disponibili a medio prezzo: un vantaggio che permette, così, di avvicinarsi, o di approfondire, quel repertorio “negletto” del primo Novecento, “espunto”, per diversi motivi, dal Reich nazista.

Entartete Musik, “musica degenerata”, era l’appellativo con il quale si bollavano quei musicisti che non “si confacevano” alla filosofia della dittatura nazionalsocialista: potevano essere, quindi, o ebrei, o comunisti (che lo fossero effettivamente, non importava, bastava di essi “averne sentore”), o semplicemente artisti che non intendevano partecipare ad una politicizzazione dell’arte.

Si tratta, quindi, di un vasto patrimonio di musica per lo più soppressa dal Terzo Reich, gli autori della quale o emigrarono all’estero – soprattutto verso gli Stati Uniti e la Svizzera – o perirono nei campi di concentramento. Per la verità, nel progetto originario della DECCA, così come nella ristampa, entrarono a far parte anche autori che non ebbero un confronto diretto con il Terzo Reich, ma che ebbero, invece, rapporti diretti con i colleghi musicisti coinvolti nel “marchio” cui li sottoponeva la dittatura.

Poiché il Terzo Reich aveva sfruttato il potere emotivo della musica (si pensi alla strumentalizzazione dell’opera di Wagner), la musica d’avanguardia cercò di conquistare l’“obiettività”, di neutralizzare l’espressione, cosicché si potesse impedire che la musica fosse ancora utilizzata in chiave puramente strumentale.

In realtà, avvenne sovente che le stesse musiche ed i medesimi compositori che erano stati in precedenza banditi come avanguardia, ora erano respinti come reazionari.

Tra questi, uno di loro fu Berthold Goldschmidt, autore che riassumeva l’esperienza straussiana con l’espressionismo, un artista, ancora oggi, tra i più conosciuti al pubblico. Egli fu sgradito al regime in quanto inteso quale reazionario: il caso della sua Der gewaltige Hanrei è, in tal senso, esemplare.

L’opera, che è tra i cd ristampati. Fu un grande successo di pubblico e di critica nel 1932, non appena apparve; già al principio del 1933 fu bandita dal territorio tedesco.

Medesimo discorso vale per Korngold, di cui la DECCA aveva inserito nella collana – ed è già tra i titoli ristampati – una splendida edizione de Una tragedia fiorentina (tratta dall’aborrito, al regime, Oscar Wilde) con l’eccezionale bacchetta di Riccardo Chailly ed una meravigliosa Iris Vermillion quale protagonista.

All’opposto, tra i progressisti dell’anteguerra, che seppe scuotere la società ancora negli anni trenta fu Ernst Krenek, con la sua opera Jonny spielt auf, la quale incarna in pieno l’epiteto allora coniato di Entartete Musik: un essere offensivo, per la filosofia nazista, mezzo scimmia e mezzo negro, che suona un sassofono con la stella di Davide sul risvolto dello smoking, chiamato “Jonny”, diventò il simbolo della musica non gradita dal regime. Eppure, l’opera fu un grande successo a livello europeo, proponendo, tra l’altro, al pubblico, per la prima volta, suoni e scene familiari tratte dal mondo contemporaneo: automobili, fischietti, orchestre jazz, sirene di fabbriche, campanelli elettrici, allarmi aerei.

Tra gli autori che sono riproposti, oltre a quelli citati, si trovano artisti più noti ed altri quasi sconosciuti al grande pubblico: si va da Walter BraunfelsGli uccelli da Aristofane è musica di altissimo livello, piena di melodie molto toccanti ed anche di spirito – un artista che, se non fosse stato Ebreo, sarebbe potuto divenire il modello del compositore tedesco, a Viktor Ulmann, da Erwin Schuloff a Franz Schreker, da Hans Eisler a Pavel Haas, a Paul Hindemith, per ascoltare musica di differenti generi, dall’opera al balletto, dalla sinfonia al complesso da camera, sino a giungere ad un disco che si ritrova con vivo piacere: un’antologia di musiche per Cabaret berlinesi interpretate dall’eccezionale Ute Lemper e dal Matrix Ensemble.

Dobbiamo augurarci che la riproposta non sia soltanto parziale, ma che si provveda a pubblicare nuovamente l’intero catalogo di questa Entartete Musik per rivolgerle un invito: Guten Tag, Lieben herzliche Musik!.

                                                                                     Bruno Belli.

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