DONIZETTI AVVIA LA STRADA AL BARITONO “VERDIANO”: BELISARIO

BELISARIO

Nicola Alaimo, Joyce El-Khoury, Calilla Roberts, Alastair Miles, Russel Thomas. BBC Singers, BBC Simphony Orchestra, Sir Mark Elder.

2 cd OPERA RARA ORC 49

Interpretazione: ****

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donizetti belisarioUn successo lungo l’Ottocento fu Belisario di Donizetti che, assieme alla quasi integrale produzione del compositore, scomparve dalle scene con l’avvento della drammaturgia verista. Il successo fu ottenuto, soprattutto, grazie alla qualità della musica che si sposa alle richieste “tecniche” rivolte al protagonista. Il compositore tracciava, così, la strada che pone la voce di baritono nell’evidenza tale che sarà raccolta da Verdi, ma che lo stesso Donizetti sancì, l’anno precedente alla rappresentazione di Belisario (1836), con Marino Falliero.

Insomma, il compositore, sebbene inconsapevole della scelta che andava affrontando, delineò il carattere classico per la voce medio grave, sovente utilizzata per presentare personaggi lacerati tra dramma intimo e pubblico.

In particolare, quindi, Donizetti lavorò sulla parte del protagonista: sebbene, infatti, la stesura del lavoro, il cui debutto era previsto per il Carnevale del 1836 aLa Fenice di Venezia fosse iniziata nell’autunno dell’anno precedente a Napoli, il compositore, accingendosi alle prove, che iniziarono il 6 gennaio, ad un mese dalla prima, adattò le parti alle peculiarità dei cantanti, con i quali non aveva mai lavorato: Caroline Ungher (Antonina), Celestino Salvatori (Belisario) ed Antonietta Vial (Irene).

Pur lavorando su di un libretto ancora immaturo steso nel 1832 da Salvatore Cammarano, il quale non seppe superare la frammentarietà drammatica in favore di una maggiore unità poetica, Donizetti creò un’opera piuttosto coesa sotto il profilo musicale, forse grazie anche allo stimolo – già avviato, ricordiamo, con quel Marino Falliero che Mazzini, nella Filosofia della musica, guardò a paradigma per l’opera nazionale “del futuro” – sollecitato dalla rinuncia al tradizionale motivo amoroso e romantico incentrato sul ruolo femminile, in favore del rapporto tra padre e figlia, sublimato nel duetto Ah se potessi piangere, che lascerà una sicura impronta nel giovane Verdi.

Dell’opera non esistevano, fino ad ora, incisioni in studio, ma solo tre importanti attestazioni dell’arte di Giuseppe Taddei e di Renato Bruson, ai quali si affiancano Leyla Gencer (Venezia e Bergamo) e Mara Zampieri (Bueons Aires). Personalmente, nonostante l’apporto di Gavazzeni e la comunicativa di Taddei, ritengo che la migliore edizione sia quella registrata in Argentina, al Teatro Colon, sia per la qualità sonora sia per l’essere migliore la Zampieri ad una ormai improponibile Gencer, la cui instabilità dell’emissione è troppo pronunciata, tra l’altro accompagnata da sgradevoli cambi di registro accompagnati dai suoi “famosi” colpi di glottide.

Ora, finalmente, l’Opera Rara, che fa dell’eleganza, della pulizia formale e della pertinenza dello stile la cifra inconfondibile, ci propone questa registrazione in studio, che permette anche di godere della bella orchestrazione create da Donizetti.

Ed, infatti, ne trae splendidi esiti la BBC Symphony Orchestra guidata con mano ferma ed elegante da Sir Mark Elder, direttore artistico della stessa pregiata etichetta britannica.

Nicola Alaimo (Belisario) traccia con viva sensibilità il ruolo del protagonista e ci fa ascoltare un fraseggio duttile e vario: se non riesce ad essere alla pari di Bruson, non gli è di molto al di sotto.

Joyce El-Khoury disegna Antonina entro la convenzionalità del ruolo, ma assolve la parte con linea di canto ferma e robusta tecnica, Camilla Roberts (Irene) è un soprano non di certo memorabile, ma si ascolta con piacere per lo spiccato senso musicale che conferisce al fraseggio, mentre Alastair Miles (Giustiniano) presenta ormai una voce sgradevole legata al difetto di pronuncia italiana che non è mari riuscito a migliorare.

I BBC Singers, alla pari della BBC Symphony Orchestra, scrivono una lodevole pagina della loro meritatamente blasonata storia.

Bruno Belli

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