RACHMANINOFF – SHOSTAKOVICH

“The magic of live”, la magia della musica dal vivo: la nuova collana della CONCERTO CLASSICS.

RACHMANINOFF – SHOSTAKOVICH

Trio Tchaikovsky.
Registrazione live, 31 luglio 2007, Ponzano di Fermo.
1 cd CONCERTO CLASSICS “The magic of Live” 03.

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Con il cd di musica da camera russa tra Otto e Novecento, interpretata dal Trio Cajkovsky, la Concerto Classics inaugura la nuova collana “The magic of live”, le più belle registrazioni dal vivo nei migliori festival.

La registrazione del presente cd si deve grazie Chiesa alla collaborazione con il Festival Armonie della sera, l’Associazione Marche musica ed il Comune di Ponzano di Fermo, nel quale, presso la Chiesa di San Marco, il Trio si esibì il 31 luglio 2007.

Approda, così, grazie alla politica culturale della Concerto, un aspetto vivificante della musica in Italia, sovente presentata in vari Festival sparsi per la penisola, molti dei quali di grande qualità, ma non sempre conosciuti fuori di cerchie ristrette di appassionati, per lo più d’ambito locale. Tanto più che, nel presente caso, ci è permesso di ascoltare un insieme di artisti di pregevolissima qualità.

Il programma, incentrato sulle figure di Rachmaninoff e di Shostakovich, tramite altrettanti trii (rispettivamente, in re minore, op. 9 ed in mi minore, op. 67) nati in circostanze affatto simili – la morte di una persona cara cui i compositori erano legati da profondo affetto – non è affatto semplice, giacché agli interpreti è chiesto di mantenere un fondamentale equilibrio di stile, onde non cadere nella “retorica” del gonfiare toni che non volgono mai al patetico, esprimendosi, per lo più, nei limiti dell’elegia interrotta da interventi “rabbiosi”, quasi un’inutile ribellione, o contrasto, alla morte.

Ampie, espressive, cantabili le cavate tratte da Pavel Vernikov al violino e da Anatole Liebermann al violoncello, tanto nei momenti distesi, quanto nelle “impennate” più spigolose, in eccellente simbiosi con l’espressività del pianoforte di Konstantin Bogino, ci conducono attraverso due opere dense di contenuto e di perizia compositiva, per regalarci, infine, quali “bis”, una deliziosa miniatura di Shchedrin, noto soprattutto per il suo balletto Carmen, elaborato sui temi tratti da Bizet, dedicata a Rossini e la trascrizione di Agosto, tratto da Le stagioni di Cajkovsky.

Ottima, infine, la ripresa del suono curata da Luca Ricci.

Bruno Belli

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LAREWNCE BROWNLEE, VIRTUOSO ROSSINI ARIAS

Kaunas City Simphony Orchestra, Constantine Orbelian.
1 cd DELOS

Interpretazione: *****

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Era il 2005 quando la EMI, nella serie “Debut”, dedicata alle giovani promesse della musica classica, licenziò un interessante ed ottimo recital di arie da camera italiane interpretate dal giovane tenore afroamericano Lawrence Brownlee. Bella voce, ottima dizione, facilità nella scrittura d’agilità lasciava presagire ottima carriera così come è avvenuto, grazie alla preparazione tecnica ed all’intelligenza nella scelta del repertorio.

Il belcanto rossiniano si dimostrò terra d’elezione per il giovane tenore che, in breve, approdò anche a Pesaro, ottenendo ovunque successi lusinghieri, presentandosi come uno dei migliori tenori in grado di affrontare l’impervia scrittura di Rossini, dedicata soprattutto al cosiddetto tenore contraltino.

Così, avendo egli percorso seriamente questa strada, oggi possiamo affermare che, dopo Florez, Brownlee possa essere considerato l’artista più grande nel repertorio operistico dei primi trent’anni del XIX secolo. Negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso un’altra “coppia” era il referente più sicuro per tale repertorio, Rockwell Blake e Chris Merrit, ma Florez e Brownlee sono stati gratificati da voci naturalmente più seducenti e da una tecnica tale che certe “stonature” cui ci abituarono i primi non fanno parte del “bagaglio” dei secondi.

La grande consacrazione di Brownlee fu ne Il barbiere di Siviglia a La Scala di Milano e sta continuando con successo meritato, grazie alla scelta di ruoli adatti alla propria vocalità che si sposa esattamente a quella di Florez: ed, in effetti, l’ultima palma egli l’ha ottenuta a New York, al Met, ne I Puritani di Bellini, la scorsa primavera, accanto ad Olga Peretyatko ed a Michele Pertusi, ricevendo uniformi consensi dalla critica, cominciando dal New York Times che lo ha definito l’ideale “modello del belcanto”.

Nel presente recital, Brownlee dedica a Rossini le proprie forze, presentando un bel programma che spazia da L’occasione fa il ladro a Le Comte Ory, selezionando arie particolarmente belle, ma altrettanto difficoltose, come, ad esempio, O fiamma soave da La donna del lago, risolta dal tenore con accento ora fiero, ora elegiaco, mantenendo un perfetto controllo del fiato che fa ascoltare massima fluidità nei passaggi di registro e nella fittissima coloratura e Ah, dov’è il cimento da Semiramide, un perfetto “trattato di canto” condensato in poco più di sette minuti di musica.

Tali doti, quindi, permettono anche di risolvere con massimo gusto l’altissima tessitura dell’aria di Giannetto da La gazza ladra, scritta nella tonalità di re maggiore che svetta in numerosi acuti risolti senza mai sbiancare o nasalizzare la voce.

Constantine Orbelian guida con stile e con fantasia la Kaunas City Symphony, coadiuvando Brownelee nella purezza delle linee e nella “leggerezza” apparente dei fuochi pirotecnici che gli artisti ci regalano in questo ottimo disco.

Bruno Belli

 

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