TESORI DI NAPOLI: VIRTUOSO SONATAS FOR RECORDER (1707 – 1733)

Daniel Rothert, flauto; Luca Quintavalle, clavicembalo.

1 cd HANSSLER CLASSICS CD 98028.

Interpretazione:****

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tesori di napoliMolto amato nel Barocco, il flauto – sia “piccolo”, o “dolce”, sia, nella più recente creazione di “traversiere” – conta una letteratura piuttosto vasta, legata, soprattutto, a determinate aree geografiche nelle quali, per motivi sociali, ebbe modo di essere amato e seguito maggiormente che altrove.

In Germania, ad esempio, a fronte di una letteratura piuttosto magra prodotta per esso da parte di Johann Sebastian Bach, lo strumento ebbe notevole sviluppo attorno alla corte di Federico II, egli stesso abile flautista e compositore di tutto rispetto, dove ebbe modo di prodursi Carl Philip Emanuel Bach, proprio negli stessi anni durante i quali, nella Penisola italiana, lo strumento mieteva i massimi successi nell’ambito della Scuola napoletana. Infatti, se a Venezia lo strumento ebbe buona diffusione, soprattutto presso alcuni nobili “dilettanti”, a Napoli il flauto ebbe un riscontro assai più ampio, divenendo, di certo, lo strumento preferito dalla nobiltà partenopea che si dilettava di musica: esso entrò, così, di prepotenza nei vari saloni aristocratici e negli ambiti concertisti assai diffusi, grazie alla presenza di ben quattro conservatori durante il XVIII secolo.

Così, i ragazzi che vi studiavano (molti erano orfani raccolti dagli Istituti, dove s’impartivano loro una minima educazione scolare e una ben più approfondita musicale che sarebbe servita per inserirli nelle cappelle, nei palazzi aristocratici, nelle orchestre dei teatri) avevano maggiore frequentazione con il flauto che permetteva, innanzi tutto, minori costi di fabbricazione rispetto agli archi ed agli strumenti a tastiera, inoltre, esso poteva trasportato con massima facilità e minimo ingombro.

Fiorì, così, una vasta letteratura dedicata allo strumento, molto spesso frutto della creatività dei virtuosi dello strumento, con esiti di dignità artistica non infrequente. Accanto ad essa, poi, alcuni dei più accreditati maestri di composizione ci hanno lasciato un buon numero di pagine ascrivibili senza dubbio ai capolavori di ogni tempo. Non solo: come attesta anche il bellissimo cd che ci ha dato l’occasione di parlare brevemente dell’argomento, vi è una rosa di compositori esteri, tra i quali spicca Hasse, che, studiando o perfezionandosi a Napoli, si sono dedicati alla composizione di concerti e di sonate, oggi poco note soltanto giacché la storia li ha tramandati come pregevoli compositori di opere.

Certo, oggi, nomi quali Giovanni Antonio Piani, Baldassare Federici, o Franco Sarti possono dir nulla ai più (se non il dimostrare, per l’appunto, la diffusione che lo strumento ebbe), Nicolò Fiorenza è una recente scoperta di un compositore poco noto, ma dalle eccellenti doti di “strumentatore” (come allora si diceva) e notevole melodista, però, accanto ad essi, Leonardo Leo e Giuseppe Sammartini (invero, sebbene in contatto con musicisti partenopei attivo nelle terre lombarde) sono riconosciuti da tutti come massimi tra i rappresentati di quella fase transitoria tra il Barocco e il Classicismo viennese che, per sola praticità, qui chiameremo “preclassica”.

Le pagine affrontate nel programma, scorrono piacevoli, ricche d’inventiva, di amabile eloquio, secondo lo stile che all’epoca era prediletto, amabili, ma, al tempo stesso, ricche di screziature, di sfumature che affrontano  momenti di gentile malinconia nella solarità dell’impianto generale.

Molto bravi gli interpeti scritturati dalla Hanssler, il flautista Daniel Rother (che suona sette diversi tipi di flauto dolce, permettendo di cogliere così, i particolari caratteri “vocali” degli strumenti), dalla garbata eloquenza sonora e dall’adamantina tecnica, ed il clavicembalista Luca Quintavalle (molto elegante nel fraseggio) che suona la ricostruzione (anno 2006) di un cembalo del 1681 (creato a Lucca da Giovanni Battista Giusti) dovuta alle mani esperte ed alla competenza storica di Walter Chinaglia.

Bruno Belli

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