MICHAEL HAYDN The complete String Quintets

QUINTETTI PER ARCHI COMPLETI
Salzburger Haydn-Quintett

2 cd CPO 777907-2

Interpretazione:****

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Di cinque anni minore rispetto al celeberrimo fratello Franz Joseph, Johann Michael Haydn, nato nel 1737, trascorse quasi l’intera vita a Salisburgo, dove era giunto, come supplente di Leopold Mozart, nel 1762 (nella stessa città, morirà il 10 agosto 1806 dopo un soggiorno a Vienna tra il 1800 ed il 1804).

Dal 1781, a Salisburgo occupò il posto di Wolfgang Mozart, dimesso dall’arcivescovo Colloredo (è l’anno del famoso “calcio nel sedere” ricevuto da Amadeus per mezzo del ciambellano di corte).

Con i Mozart, Michael Haydn ebbe duraturi rapporti di amicizia e di collaborazione, tanto che, scorrendo il catalogo delle composizioni certamente genuine di Wolfgang e del minor fratello del “Padre della sinfonia”, ci sono alcuni scambi importanti, dimostrati dal fatto che ognuno dei due soccorreva all’amico quando si fosse trovato in ristrettezze di tempo per la consegna dei lavori commissionati.

La considerazione nella quale era tenuto Michael Haydn è dimostrata in concomitanza ai fatti seguenti al 1800, quando il compositore perdette gran parte dei beni in seguito all’occupazione di Salisburgo da parte delle truppe francesi: a Vienna ricevette, infatti, aiuti non solo da parte di amici, ma del fratello dell’imperatrice Maria Teresa. Inoltre, nel 1804, ebbe la nomina quale membro dell’Accademia Reale di Musica di Svezia, segno che la sua musica aveva corso i confini dell’impero Austro Ungarico, come quella del fratello, dei Mozart e di alcuni compositori italiani che avevano svolto la carriera a Vienna (Salieri, Sarti, Gazzaniga, ecc).

Michael Haydn, compositore di rilievo nel gruppo dei minori del Settecento, non ha mai conosciuto la fama che toccò, anche dopo morto, al fratello, giacché il compositore non volle, con la scelta consapevole di restare a Salisburgo, partecipare con ruolo di primo piano nell’evoluzione della musica europea che si attua nell’ultimo trentennio del XVIII secolo.

Di certo, egli influenzò direttamente Mozart, il cui periodo di studio ebbe massima frequentazione con le pagine dei due Haydn. Su Michael si concentrò la maggiore attenzione del giovane Wolfgang che ne ricopiò pagine chiesastiche, prese a modello talune composizioni strumentali e, più in generale, assimilò la tecnica contrappuntistica, prima di entrare in contatto con quella di Bach.

Proprio nella musica da camera, così come in quella destinata alla chiesa, troviamo alcune delle migliori riuscire di Michael Haydn; i suoi quintetti (che possiamo ascoltare grazie a questo doppio cd) hanno anche un importante valore storico, perché costituiscono un preciso punto di riferimento per Mozart: il Quintetto in do maggiore, Perger 180, MH 187, composto nel 1773, propone caratteristiche (ad esempio, la successione dei tempi, gli effetti d’eco, le code dei singoli movimenti ed il ruolo predominante del I violino e della I viola) che si riscontrano nel primo quintetto mozartiano, il K 174.

Di certo, i quintetti di Haydn mostrano una netta parentela con il divertimento per archi ed il notturno, non solo per la successione dei tempi, ma per lo stile, improntato ad un eloquio molto amabile, d’intrattenimento, come piaceva al gusto del Colloredo, eppure, non possiamo loro negare una schietta originalità che li pone come punto di partenza per le strade che saranno percorse in seguito da chi si dedicherà alla musica da camera.

L’equilibrio formale, l’eleganza dei temi, la solare e discorsiva amabilità fanno di queste cinque pagine momenti rappresentativi di un genere di intrattenimento molto amato e richiesto nelle corti europee, indipendentemente dall’organico scelto.

Ed il Salzburger Haydn – Quartett rende merito a tali pagine, per la pulizia del suono, per le dinamiche accese e vive, per l’ottima cavata, per la precisione degli attacchi, sebbene vi sia una qual certa seriosità che tende a rilevare più il valore storico di “apripista” per un genere, a scapito dell’amabilità e della solarità “italiana” che permea questi piccoli gioielli.

Bruno Belli

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