ATRI (TE): 17 ° Festival Internazionale “ Duchi d’Acquaviva ”

Il Festival Internazionale “Duchi d’Acquaviva” di Atri (Te) propone una ricchissima offerta di Master Classes e una nutrita e qualificata rassegna di Concerti di musica classica tenuti dai corsisti e dagli stessi docenti, che avranno come scenario gli scorci più suggestivi di Atri.

Le Master Classes offrono annualmente ai corsisti l’insegnamento specializzato di illustri docenti di diversa formazione e provenienza, allo scopo di far acquisire una effettiva competenza professionale, mediante un’attività didattica che costituisce un’importante occasione di perfezionamento musicale e di scambio di esperienze fra le varie Scuole musicali internazionali.

Ogni estate, durante il Festival, la città di Atri accoglie circa 150 giovani musicisti provenienti da tutto il mondo, e diviene la sede ideale di accoglienza di questa specie di laboratorio, nel quale concertismo e didattica trovano il punto d’incontro ottimale, esaltandosi nel rapporto tra docente e corsista attraverso le lezioni e i concerti, fornendo immediatamente la riprova dell’itinerario artistico percorso.

La qualità della formula proposta e dell’offerta formativa, nonché la meticolosa organizzazione che può già avvalersi di una notevole esperienza, ha fatto spendere parole di plauso da parte di tutti i docenti intervenuti nelle passate edizioni, e ha riscosso puntualmente l’apprezzamento unanime dei corsisti partecipanti. E’ così che il Festival Internazionale “Duchi d’Acquaviva” si è imposto in breve come un importante appuntamento nella programmazione musicale italiana.

L’Associazione “Amici della Musica 2000” di Atri, con la realizzazione del Festival centra altri importanti obiettivi, quali l’incentivazione dell’indotto turistico e la promozione artistica della città di Atri e di tutta la regione Abruzzo.

SCADENZA ISCRIZIONI:  29 luglio 2016

Per informazioni: Associazione “Amici della Musica 2000”, tel. 085 8709399, info@amicidellamusica2000.it 

http://www.amicidellamusica2000.it

Annunci

EDUARD STRAUSS: UN CENTENARIO PER LA MITTELEUROPA (III) IL VALZER – Breve storia del Valzer (I)

Il valzer è la danza meglio rappresentativa, la più conosciuta e diffusa nell’immaginario dell’epoca a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, essendo un fenomeno d’arte e di costume nato alle soglie dell’Ottocento in area austriaca, ma, ben presto, grazie al Congresso di Vienna, diffusosi in tutta Europa.

Fu proprio durante la “Belle – epoque”, facciata creata ad hoc dalle classi abbienti per ignorare le “brutture” del quotidiano, che l’arte assunse un ruolo nuovo, quello della “denuncia sociale”, divenendo strumento che, soprattutto nella pittura, grazie all’impatto visivo, si facesse carico di “evocare” lo spettro insanabile dei contrasti.

Per comprendere che cosa rappresenti il valzer, non solo espressione d’arte, o di divertimento, ma costume sociale, tra il XIX ed il XX secolo, dobbiamo effettuare qualche passo indietro.

Nel 1787 il conte Johann Feketes nella sua relazione Lebendes Wien (Vienna viva) annota: “Nel salone si balla, di solito per ore, il minuetto o anche contraddanze o allemande nel gusto austriaco…

Nei sobborghi della città vi sono innumerevoli sale da ballo. Inoltre, si balla per tutto l’anno, le domeniche ed i giorni festivi nelle taverne, dove il popolino cerca di scordare le fatiche della settimana saltellando goffamente”.

Giunto nel 1802 a Vienna per visitarla, Johann Isaac Gerning, scrittore e diplomatico amico di Goethe, annotò nel suo diario: “Il detto afferma che Vienna sia ventosa ed avvelenata; chi ha bronchi delicati non sopporta la polvere abituale prodotta dal terreno ghiaioso; un’infiammazione ai polmoni non è rara qui, ma nemmeno tanto pericolosa. Nonostante tutto questo, delle dieci o undicimila persone che muoiono ogni anno qui, una su quattro ha di solito guadagnato la tomba a causa di una malattia polmonare per la quale la pratica eccessiva del valzer deve essere ritenuta anch’essa responsabile”.

Infine, rimane significativa la seguente nota di Michael Kelly, cantante e compositore irlandese, meglio noto “all’italiana” come Ochelli, il quale ci riferisce un particolare più che curioso sulla passione per la danza da parte dei Viennesi, descrivendo le sale da ballo pubbliche: “Questa furia ballerina era così violenta che, per le donne che non se la sentivano di rimanere in casa, furono allestiti appositi locali per partorirvi con comodo, se necessario, e mi è stato riferito seriamente che casi simili si sono verificati davvero.
Le donne viennesi sono particolarmente note per la loro grazia e per il piacere con cui ballano, tanto da non esserne mai sazie”.
Allora dunque, come era nato e si sviluppò questo ballo indicato, verso la fine del Settecento, con il termine allemanda (che, coniato in Francia, indica, propriamente una danza popolare tedesca), o contraddanza, il quale, nel primo ventennio dell’Ottocento, sarà chiamato Waltz, affascinando quindi l’Europa ed il mondo lungo il XIX secolo e nel primo Novecento?

Sebbene le sue origini siano ancora parzialmente oscure, possiamo rintracciare nella letteratura austriaca della seconda metà del Settecento l’uso del termine “walzen” (ballare il valzer) che propriamente indica il movimento rotatorio di una coppia che balla.

Wilhelm Gause, Ballo all’Hofburg

Fino a quest’epoca, però, le varie danze che fungono da progenitrici al valzer, ad esempio il Deustcher (“alla tedesca”), lo Spinner (indica il giro simile a quello del fuso) e, soprattutto, il Lander, la danza campagnola più diffusa nell’Europa centrale (Lander, appunto, da Land, appezzamento agricolo), erano generalmente note con il nome di contraddanza (“danza della campagna”, il cui rispettivo inglese “country dance” attesta le somiglianze che intercorrono nei gruppi umani anche a distanza di numerose latitudini e longitudini).

Tali danze tedesche erano a ritmo lento di tre quarti ed affondavano le loro radici nella tradizione contadina.

Compositori quali Haydn, Mozart, Beethoven e Schubert ci hanno lasciato deliziose testimonianze del genere: ad esempio, Mozart, nominato nel 1787 “Kammerkompositeur” (compositore da camera presso la corte viennese) sotto l’imperatore Giuseppe II, aveva quale compito di comporre musica da ballo per le feste danzanti tenute a palazzo (Hoffballtanzen).

Tra le sue danze tedesche, ad esempio, nella splendida “La passeggiata in slitta” K.605, il ritmo sinuoso del valzer fa capolino – tra le prime testimonianze dirette – nel “trio” scandito dai campanelli da slitta.

Sarà il Congresso di Vienna, ad ogni modo, che, con le sue tante feste di contorno, spianerà la strada al successo internazionale del valzer, dato che tutti i paesi europei avevano inviato rappresentanti nella capitale austriaca  (continua).

Bruno Belli

This post is available in EN, FR, ES, DE here

 Seguite le nostre news ogni giorno su www.classicaonline.com

21° CONCORSO NAZIONALE PER GIOVANI MUSICISTI “Premio Benedetto Albanese”

CACCAMO (PA), 23 -30 Aprile 2016.

Allo scopo di diffondere la cultura musicale e stimolare i giovani allo studio della musica, l’assessorato alla Cultura del Comune dI Caccamo (PA) e l’associazione amici della musica “B. Albanese” indicono ed organizzano il 21° Concorso nazionale per Giovani musicisti per l’assegnazione del “premio Benedetto Albanese”.
Il concorso si svolgerà a Caccamo dal 23 al 30 aprile 2016, e vi possono partecipare giovani di ambo i sessi italiani e stranieri con residenza in Italia. Gli stranieri che non risiedono in Italia possono partecipare solo se frequentano una scuola di musica italiana riconosciuta. Il Concorso è dotato di premi per l’ammontare di €. 10.000,00.

Scadenza iscrizioni: 14 aprile 2016.

Per informazioni: tel. +39 334 7715379 | +39 338 1554231; http://www.benedettoalbanese.it; info@benedettoalbanese.it