EDUARD STRAUSS: UN CENTENARIO PER LA MITTELEUROPA (IV)

IL VALZER – Breve storia del Valzer (II)

Il valzer è la danza meglio rappresentativa, la più conosciuta e diffusa nell’immaginario dell’epoca a cavallo tra il XIX ed il XX secolo.
Fenomeno d’arte e di costume nato alle soglie dell’Ottocento in area austriaca, ben presto, grazie al Congresso di Vienna, si diffuse in tutta Europa. 

Fu il Congresso di Vienna, nel 1815, con le feste ed i numerosi balli di corredo alle sedute “politiche”, che aprì la strada del successo internazionale al valzer. Tutti i paesi europei avevano inviato i rappresentanti nella capitale austriaca, dalla Francia all’Inghilterra, dalla Russia alla Spagna, fin anche dai più piccoli principati, da Hannover al Regno delle Due Sicilie.

Il conte Auguste de La Garde , emissario francese scrisse, a proposito di una delle feste danzanti: “Dopo la partenza dei sovrani, l’orchestra cominciò a suonare dei Walzer. D’un tratto, una scarica elettrica sembrò trasmettersi a tutta la moltitudine convenuta. Non si può nemmeno immaginare il potere che il Walzer esercita. Udite le prime battute, i volti s’illuminano, gli occhi si ravvivano, un fremito di gioia attraversa i presenti. Le leggiadre trottole roteanti si formano, cominciano a muoversi, ad intrecciarsi, a superarsi.

Bisogna aver visto queste donne così belle e seducenti, tutte sfavillanti di fiori e di diamanti, strette nelle braccia dei loro compagni di danza, come meteore lucenti, sospinte da questa musica irresistibile”.

Non v’è dubbio che il fascino esercitato dal valzer fu così forte sugli stranieri che i presenti presentarono nei rispettivi paesi come un’originale moda d’avanguardia e di spirito moderno questa danza che aveva un’origine popolare: così, per ironia della sorte, per diffondersi presso il popolo minuto cittadino e la borghesia, la danza dovette salire ai palazzi del potere per tornare tra le strade.

Redoutensaal, Vienna, Ballo in maschera, 1815, Wien Museum

La Redoutensaal, oggi

Fra i valzer ballati al tempo del Congresso, ce n’era una serie composta da Joseph Wilde, direttore musicale delle Redoutensaal dei Balli di Corte all’Hofburg. Queste pagine, definite come “Dodici valzer con coda”, comprendeva brani di valzer indipendenti in doppia coppia, ognuno di otto battute, oltre a danze di Michael Pamer (1782 – 1827) e Johann Faistenberger (1797 – ?)

Il valzer assumeva, così, la prima struttura: una serie di temi danzanti (5 o 6) di sedici battute con ritornello, cui seguiva una conclusione più veloce, la coda.

Nel 1819 fu Carl Maria von Weber (1786 – 1826) a segnare una svolta nella struttura del valzer, grazie ad una pagina pensata per solo pianoforte che fu orchestrata, solo molto più tardi, da Berlioz, il celeberrimo rondò Aufforderung zum Tanz (Invito alla danza) op. 65: la struttura del brano presenta una sequenza di valzer racchiusi da un’introduzione e da una sezione finale, a guisa di coda.
Il brano di Weber, pagina che divenne in breve un “best seller” grazie ai pianisti che lo proponevano nelle sale da concerto, sia per la bellezza (e piacevolezza) dei temi, sia per le difficoltà tecniche insite, divenne così un esempio per sviluppare le varie danze a tempo di 3/4 compresi i valzer “incatenati” tra loro come quelli di Wilde, che erano composti semplicemente come un insieme conseguente di brani a sé stanti, senza introduzioni né code.

Due giovanissimi compositori di nemmeno vent’anni), Joseph Lanner (1801 – 1843) e Johann Strauss padre (1804 – 1849), affascinati dalla proposta inconsueta di Weber, dopo avere fondato un’orchestra comune che, alcuni anni dopo sciolsero per dar vita a due rispettive compagini “rivali”, cominciarono, pertanto, a sviluppare, espandere e formalizzare il valzer propriamente viennese (vedremo, più avanti, che si differenzia da quello francese, erede, però, del primo) ponendo le basi su cui altri compositori, proprio cominciando dai figli di Strauss, avrebbero ulteriormente costruito e sviluppato, fino all’estremo esempio del valzer da concerto, nato per essere ascoltato, più che ballato. (segue).  

Bruno Belli

Link (YouTube) per esempi musicali relativi al pezzo:

Michael Pamer: “Walzer in mi maggiore”  
http://www.youtube.com/watch?v=n4qCnPvsIAE

Carl Maria von Weber: “Invito alla danza”, versione originale per pianoforte http://www.youtube.com/watch?v=UPZx6tid_vI&feature=fvwrel

Carl Maria von Weber: “Invito alla danza”, orchestrazione di Berlioz
http://www.youtube.com/watch?v=Vf0on9TKtB4&feature=related

Joseph Lanner: “Die Schoenbrunner” op.200 (Gli abitanti di Schoenbrunn)
http://www.youtube.com/watch?v=X8LylTjJ5Mo&feature=related

Joseph Lanner: “Die Haimbacher” op. 116 (Gli abitanti di Haimbach)
http://www.youtube.com/watch?v=MqmlDN-Asuo&feature=relmfu

Jospeh Lanner: “Hofball Tanze” op.161 (Danze per il Ballo di corte)
http://www.youtube.com/watch?v=HRfU3dJsGrQ&feature=related

 

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