RICHARD WAGNER LIEDER

Michela Sburlati, soprano; Marco Scolastra, pianoforte.

1 cd BRILLIANT CLASSICS 94451

 Acquista su Amazon

Acquista su IBS

Michela Sburlati è un soprano lirico drammatico tra i migliori che la scuola italiana possa oggi vantare: ottima nel repertorio settecentesco, ha ottenuto più che lusinghieri risultati anche con autori quali Wagner, di cui ha interpretato Isolde sotto la bacchetta di Gustav Kuhn, si è dimostrata valida interprete anche di opere contemporanee (ad esempio nel Federico II di Marco Tutino ad Jesi nel 2004), senza dimenticare quelle di Verdi.

Ora la possiamo ascoltare quale protagonista di un’ottima scelta editoriale operata dalla Brilliant Classics, che presenta una bella antologia delle pagine liederistiche di Wagner del quale, oltre al ciclo dei Wesendonck-Lieder, ben poco è possibile ascoltare tanto in sede di concerto, quanto nell’ambito discografico.

Michela Sburlati e Marco Scolastra, che interagisce con la cantante grazie a visibile partecipazione e finezza interpretativa, propongono, così, una rosa affascinante delle pagine che Wagner dedicò alla voce in abito non teatrale, proponendo, accanto a brani della maturità, per l’appunto i Wesendonck-Lieder, anche un gruppo di chanson che il compositore scrisse per sbarcare il lunario durante l’esilio parigino, dove si era rifugiato, perché in Germania era perseguito per debiti.

Tra gli esempi più “antichi” della produzione wagneriana dedicata alla voce e pianoforte, troviamo le Sette composizioni sul Faust di Goethe (1831) per coro maschile, soprano, tenore, baritono e pianoforte, per le quali il compositore musicò versi originali dalla tragedia filosofica del più grande rappresentante della letteratura tedesca di ogni tempo. Qui, possiamo ascoltare il settimo numero, il Melodram Ach neige, du Schmerzenreiche in sol minore, dove la Sburlati conquista per la finezza interpretativa con la quale affronta il testo: si tratta di una sorta di lettura teatrale cui la musica accenta la forza dei versi.

Piacevoli – data anche la finalità “commerciale” del tempo – le chanson su testi francesi, per lo più liriche di Victor Hugo e di Pierre de Ronsard, grazie alla quali si scopre un Wagner “salottiero” impensabile per chi guardi a lui come all’apostolo della Tetralogia.

Interessante anche un brano d’occasione come quello dedicato a Federico Augusto di Sassonia, scritto ed eseguito nell’agosto del 1844, per il ritorno a Dresda da un viaggio a Londra effettuato dal sovrano.

Infine, il cd presenta un’ottima scelta che, oltre al valore artistico, resta una preziosa testimonianza storica per comprendere i primi passi della ricezione wagneriana in Italia, cominciata soltanto negli anni Settanta del XIX secolo: si tratta della proposta del ciclo dei Wesendonck- Lieder sia nella stesura originale di Wagner, sia nella versione in lingua italiana che ne operò Arrigo Boito, il quale, nell’ambito dell’ampia attività culturale ed erudita, fu il primo letterato e musicista a tradurre i libretti delle opere del Tedesco.

Boito opera una traduzione che cerca di essere legata al ritmo poetico tedesco e, soprattutto, a quello musicale, permettendosi così delle libertà, ovviamente dovute alla necessità di non alterare la scrittura delle note, sebbene, come all’inizio di Stehe still! / Fermati!, non possa fare a meno di modificare anche i tempi delle prime barre, a causa della rapida progressione di sillabe (Vertiginosa, instabile / ruota dell’ore per Sausendes, brausendes Rad der Zeit).

Infine, come ottimamente scrive Sandro Cappelletto nelle note, probabilmente stese in Italiano, ma presentate nel solo Inglese, Boito mantenne la suggestione delle liriche di Matilde Wesendonck tramite le traduzioni che egli stesso fecce: lo testimoniano alcuni versi di Traume / Sogni: Nella vita amara e brulla / siete l’iride fedel, / siete sogni della culla / siete sogni dell’avel che anticipano, per alcuni tratti, il Credo di Jago per l’Otello di Verdi.

Quanto all’interpretazione, come abbiamo già prima accennato, Michela Sburlati e Marco Scolastra offrono un’elegantissima lettura, dotata di misura, buon gusto, spiccata musicalità e raffinata sensibilità.

Michela Sburlati, poi, grazie anche al bel timbro, riveste queste pagine wagneriane di un suggestivo respiro “decadente” che non sfigura affatto, accentandone, anzi, la dimensione intima.

Bruno Belli.

This post is available in EN, FR, ES, DE here

 Seguite le nostre news ogni giorno su www.classicaonline.com

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...