MUSIKÈ – 6^ EDIZIONE 2017. Rassegna di spettacoli nelle province di Padova e Rovigo

 

 

 

 

 

Il dialogo tra le arti e l’incrocio tra i generi saranno i temi portanti della sesta edizione di Musikè, rassegna itinerante promossa e organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che dall’8 maggio al 28 novembre coinvolgerà oltre 50 artisti in dodici spettacoli a ingresso gratuito in altrettanti luoghi suggestivi delle province di Padova e Rovigo.

Nel cartellone di quest’anno – che accoglie, tra gli altri, nomi del calibro di Enrico Pieranunzi, Laura Curino, Ugo Pagliai, Giorgio Pasotti, Sonia Bergamasco e Lella Costa – la Costituzione italiana giocherà a basket, la musica incontrerà la letteratura e le arti figurative, il teatro di prosa si intreccerà al teatro d’opera, la danza dialogherà con la scienza e i tableaux vivants porteranno il pubblico all’interno delle opere immortali di Caravaggio.

Sarà una prima nazionale a inaugurare Musikè, lunedì 8 maggio 2017 alle ore 21.00 nella Sala Petrarca del Multisala Pio X (MPX) di Padova. Il Centro Teatrale MaMiMò di Reggio Emilia, impresa di produzione teatrale under 35, porterà in scena Nessuna pietà per l’arbitro, opera del giovane ma già affermato drammaturgo Emanuele Aldrovandi (Premio Pirandello 2012, Premio Riccione Tondelli 2013, Premio Hystrio Scritture di scena 2015). Che cosa resta, oggi, dello sforzo degli uomini che per due anni, nell’Assemblea Costituente, si impegnarono per una Costituzione che durasse nel tempo e che contribuisse a creare un’Italia migliore? Attraverso una parabola teatrale ricca di colpi di scena, lo spettacolo mette in luce il meccanismo autolesionistico che si genera in una tipica famiglia italiana di oggi: le leggi si possono accettare come strada per costruire un mondo migliore, questo pensa il padre, oppure come obbligo dettato dall’alto a punire l’espressione dell’io individuale, questo pensa la madre. Il padre e il figlio adottivo sono giocatori accaniti di basket: il conflitto tra opposte visioni del mondo viene perciò ironicamente tradotto con la metafora della partita e del ruolo dell’arbitro in quanto rappresentante della legge. Lo spettacolo è stato pensato espressamente per Musikè anche in vista di un coinvolgimento delle scuole superiori, a cui la compagnia offrirà una recita mattutina, martedì 9 maggio alle 10.30.

Dall’Italia dei Padri Costituenti, con un salto all’indietro di più di tre secoli, si giunge alla Roma del Caravaggio grazie a Tableaux vivants. 23 scene dai dipinti di Caravaggio. Lo spettacolo della compagnia napoletana Malatheatre di Ludovica Rambelli, regista da poco scomparsa, è un lavoro di estrema semplicità e insieme di grande impatto emotivo. Un solo taglio di luce illumina la scena, come in una immaginaria cornice.  Sotto gli occhi degli spettatori si compongono 23 tele di Caravaggio riprodotte con i corpi degli attori e con l’ausilio di oggetti di uso comune e stoffe drappeggiate. I cambi sono tutti a vista, scanditi dalle musiche registrate di Bach, Mozart, Vivaldi, Sibelius. L’appuntamento è per sabato 13 maggio, nella Sala della Carità di Padova. La rappresentazione, della durata di 45 minuti, verrà ripetuta nella stessa serata alle 20.30 e alle 21.30 per consentire la più ampia partecipazione in un luogo d’arte raccolto come la Sala della Carità, dove il pubblico potrà apprezzare da vicino i tableaux vivants caravaggeschi.

L’appuntamento di martedì 23 maggio alle ore 21.00, nella prestigiosa Sala dei Giganti al Liviano di Padova, sarà dedicato a George Gershwin, genio capace di conciliare classica e jazz, di cui ricorrono quest’anno gli ottant’anni dalla morte. Il pianista Enrico Pieranunzi, mostro sacro del jazz italiano, ha coinvolto il violinista Gabriele Pieranunzi e il clarinettista Gabriele Mirabassi in un progetto pensato per presentare in una nuova veste cameristica una scelta dei più famosi temi di Gershwin, da I Got Rhythm a The Man I Love, insieme a una sorprendente rielaborazione per pianoforte, violino e clarinetto di Un Americano a Parigi e della Rapsodia in Blu.

L’arte di Caravaggio tornerà protagonista, prima della pausa estiva, nel primo appuntamento di Musikè a Rovigo, mercoledì 7 giugno alle ore 21.00 al Tempio della Beata Vergine del Soccorso (La Rotonda). Concerto Romano, ensemble barocco guidato da Alessandro Quarta, cantante e musicologo attivo anche come speaker di RAI Radio3, accompagnerà il pubblico in un’ideale passeggiata notturna nella Roma di Caravaggio, ricostruendo le musiche che accompagnavano il pittore e che forse lo hanno ispirato, ma soprattutto cercando di cogliere gli aspetti che Caravaggio con la sua pittura ha alimentato in chi è venuto dopo di lui: la dolcezza della Natività, il dolore della Maddalena, il rifiuto e insieme il gusto dei piaceri mondani.

Dopo la pausa estiva, gli spettacoli di Musikè riprenderanno domenica 8 ottobre alle ore 21.00 al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco (PD) con il quartetto tedesco Passo Avanti, la cui cifra stilistica è quella di rileggere la musica del grande repertorio, producendo un esaltante mix di classica e jazz. La metamorfosi a cui vengono sottoposte le composizioni di Bach, Haendel, Pachelbel, Mozart, Verdi è piena di raffinate sorprese, per ricordarci che i compositori classici, alla loro epoca, erano oltraggiosamente moderni. Che musica farebbero, oggi? Questo concerto ne dà un’idea spiritosa quanto rispettosa.

Una Signora delle scene per la Signora delle Camelie. Giovedì 12 ottobre alle ore 21.00, al Piccolo Teatro Don Bosco di Padova, Lella Costa racconterà la “sua” Traviata in una nuova produzione, che si avvale di videoproiezioni della precedente Traviata, scritta con Gabriele Vacis nel 2005. Il nuovo monologo, che Lella Costa e Gabriele Vacis stanno confezionando in questi mesi, debutterà a ottobre e sarà immediatamente ripreso da Musikè, con la partecipazione del quartetto dei Filarmonici di Busseto, che eseguirà le più celebri arie dell’opera verdiana in un arrangiamento creato per l’occasione.

In attesa di conoscere quali saranno i premiati dall’Accademia di Svezia, venerdì 20 ottobre alle ore 21.00 andrà in scena al Teatro Ballarin di Lendinara (RO) La solitudine del premio Nobel la sera prima della cerimonia, divertimento teatrale di Massimiano Bucchi, sociologo della scienza e divulgatore scientifico che collabora con i principali quotidiani italiani. La pièce è un monologo affidato alla voce e alla presenza scenica di Laura Curino: la solitudine del titolo non è quella del vincitore del premio bensì quella di sua moglie, dal momento che lo scienziato, ricevendo la notizia del conferimento del Nobel, muore d’infarto; la donna s’incarica allora di studiare gli scritti del defunto, per prepararsi a ritirare il prestigioso premio. Ma scopre un errore: piccolo, decisivo. Dilemma: dire tutto e rischiare di far annullare il Nobel oppure tacere per non compromettere la memoria e l’opera del marito?

Risultato di un singolare connubio con la scienza è, quest’anno, anche il tradizionale appuntamento con la danza all’Auditorium Comunale Andrea Ferrari di Camposampiero (PD), sabato 28 ottobre alle 20.30. La compagnia inglese Motionhouse porterà in scena Charge, terza tappa di una trilogia dedicata al rapporto tra l’uomo e la Terra (Earth Trilogy): una fusione di physical dance, immagini digitali e scenografia ad alto impatto visivo, per dare vita sul palco a un mondo pluridimensionale che va dal planetario al microscopico. Charge è un vocabolo ambivalente, che vuol dire sia carico che incarico, sia peso che responsabilità: proprio come accade nel rapporto dell’uomo col pianeta. Lo spettacolo è nato dalla collaborazione del coreografo Kevin Finnan con la signora Frances Ashcroft, professore all’Università di Oxford, che con il suo gruppo di ricerca studia il ruolo degli impulsi elettrici nel corpo umano. La data di Musikè sarà la prima nazionale dello spettacolo, in collegamento con la mostra di Palazzo del Monte dedicata a Galileo Galilei e le arti, la cui inaugurazione è prevista il 17 novembre.

Ricco di appuntamenti anche il mese di novembre, che vedrà la musica intrecciarsi nuovamente con il teatro e le arti figurative, dando luogo a risultati sorprendenti.

Il giovane ma già popolarissimo attore Giorgio Pasotti, insieme al trio composto da Patrizia Bettotti al violino, Giampiero Sobrino al clarinetto e Andrea Dindo al pianoforte, venerdì 3 novembre alle ore 21 al Teatro Balzan di Badia Polesine (RO) proporrà i giochi di parole esilaranti e spericolati degli Esercizi di stile di Raymond Queneau col commento musicale dei grandi autori del Novecento francese, da Poulenc a Milhaud, da Fauré a Ravel. Lo spettacolo vuole essere anche un omaggio a Umberto Eco, che dell’opera di Queneau fece una storica e acrobatica traduzione-reinvenzione, qui puntualmente riproposta per il pubblico italiano.

Dai Tableaux vivants ai Tableaux d’une exposition: mercoledì 15 novembre alle ore 21 l’Auditorium Pollini di Padova ospiterà il celebre e pluripremiato pianista Mikhail Rudy, molto apprezzato anche come autore di video. La prima parte del concerto, La couleur des sons, prevede la proiezione del film che il pianista ha dedicato ai disegni preparatori e alla versione finale del soffitto dell’Opéra di Parigi affrescato da Marc Chagall, mentre dal pianoforte usciranno le note di tre musicisti le cui opere sono ritratte su quel soffitto: Gluck, Mozart, Wagner (nella trascrizione di Liszt). La seconda parte, Tableaux d’une exposition, vedrà l’esecuzione integrale dei Quadri di un’esposizione di Musorgskij e la simultanea proiezione del film che Rudy ha elaborato a partire dai disegni originali che Vasilij Kandinskij realizzò nel 1928 ispirandosi a quella musica.

Domenica 19 novembre 2017 alle ore 21, al Teatro Goldoni di Bagnoli di Sopra (PD), Sonia Bergamasco, attrice affermata sia a teatro che al cinema, sarà accompagnata dal pianoforte di Emanuele Arciuli, specialista del repertorio contemporaneo, nel melologo intitolato Metafisica dei tubi, dall’omonima autobiografia della scrittrice belga Amélie Nothomb (Prix du roman de l’Academie Française). Il melologo, cioè l’unione di racconto parlato e musica, qui si avvale della musica appositamente composta da Nicola Campogrande, noto anche come divulgatore e curatore di trasmissioni culturali per RAI Radio3.

Per lo spettacolo di fine rassegna, martedì 28 novembre alle ore 21.00, Musikè ha voluto sul palco del Teatro Sociale di Rovigo un attore che ha fatto la storia del teatro italiano: Ugo Pagliai. Insieme al Quartetto Prometeo, vincitore del concorso internazionale di Praga e attualmente il più richiesto tra i giovani quartetti d’archi del nostro Paese, Pagliai porterà in scena Lettera a mio padre, da Lettera al padre di Franz Kafka. La musica farà da contrappunto alla lettura del testo con il Quartetto n. 2 del grande compositore boemo Leoš Janá?ek, conterraneo e contemporaneo di Kafka: un quartetto che il compositore stesso intitolò Lettere intime. Un gran finale di stagione che crea un suggestivo collegamento con la mostra Le secessioni europee. Monaco, Vienna, Praga, Roma, in programma a Palazzo Roverella da settembre 2017 a gennaio 2018.

 

Tutti gli spettacoli sono ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria sul sito www.rassegnamusike.it

 

Per informazioni:

tel. 345 7154654

info@rassegnamusike.it

www.rassegnamusike.it

 

Musikè 2017 è una rassegna promossa e organizzata da
Fondazione Cassa di Risparmio Padova e Rovigo
www.rassegnamusike.itinfo@rassegnamusike.it
www.facebook.com/rassegnamusike
tel. 345 – 7154654

Rassegna di Musica da Camera “Giovani Talenti” – PROFESSIONISTI – seconda edizione 2016

Pieve di Soligo (TV) –  dal 5 al 13 novembre 2016.


I giovani e il loro talento per la musica classica: questi gli ingredienti della Rassegna di Musica da Camera “Giovani Talenti”, realizzata dall’Associazione Concertistica Camellia Rubra per la direzione artistica di Vesna Maria Brocca, nell’Auditorium comunale “Battistella-Moccia” a Pieve di Soligo dal 5 al 13 novembre 2016. Sono quattro i concerti in programma per la seconda edizione che vedranno esibirsi, in diverse formazioni, undici giovani professionisti la cui età media non supera i 30 anni e già molto apprezzati sulla scena internazionale.

PER INFORMAZIONI: Associazione Concertistica Camellia Rubra, info@associazione-camelliarubra.org, http://associazione-camelliarubra.weebly.com/ii—2016.html

Prosegue la IV Rassegna “Il Registro della Voce Umana” sugli incantevoli organi storici di Polignano a Mare e Turi

Il duo Romanazzi-Cadario porta avanti l’ideale di recupero e valorizzazione degli organi storici, identità del Nostro Paese.

 

La Rassegna organistica “Il Registro della Voce Umana” organizzata dall’Associazione Classica on line, dopo il successo dei concerti del mese di giugno, tiene tutti con il fiato sospeso per gli appuntamenti del 13 agosto nella chiesa Matrice S. Maria Assunta di Polignano a Mare e del 14 agosto nella chiesa Matrice S. Maria Assunta di Turi.
Gli artisti Antonella Romanazzi (soprano) e Marco Cadario (pianista, fortepianista e organista) attraverso la musica sacra del XVIII secolo, daranno al pubblico la possibilità di ascoltare il suono straordinario degli organi De Simone. In questi concerti l’organo viene presentato non come strumento atto ad accompagnare le funzioni religiose ma diventa strumento nobile nella sua totalità, tanto in alcuni brani come strumento solista, quanto in altri come vera e propria “orchestra” che accompagna la voce del soprano.
Grande fu l’importanza dell’ organo nella vita del ’700 italiano; ne è prova oltre alla grande produzione musicale di autori come Gherardeschi, Pescetti, Morandi, Galuppi, anche l’ interesse verso questo strumento di compositori come Bellini, Donizetti, Pergolesi che, conosciuti grazie alle opere liriche composte, scriveranno anche per organo esattamente come avrebbero fatto per un’orchestra.
A completare questa visione dell’ ”organo italiano” per eccellenza, vi sono effetti speciali come “Voce Umana”, “Zampogne”, “Usignoli”,… che il pubblico avrà l’onore di ascoltare e vedere da vicino attraverso la video proiezione su maxischermo dei concerti (resa possibile grazie alla collaborazione dei tecnici audio-video Gianni Dalena e Gianni Galluzzi).
Tanto l’opera lirica quanto l’ organo cosiddetto Italiano sono patrimonio identitario della Nazione ed è questo l’ideale a cui l’Associazione Classica on line fa riferimento. Gli artisti della rassegna, inoltre, ne sono testimonianza vivente, poiché attraverso concerti, masterclass ed opere all’estero (tra Svizzera, Germania, Francia, Stati Uniti, …) sono ambasciatori della cultura musicale Italiana nel Mondo.
Cogliamo dunque l’occasione di riscoprire la nostra identità partecipando a rassegne ed eventi come questi, riempiendoci di orgoglio per ciò che tutto il Mondo ci invidia!
La Rassegna è resa possibile grazie ai numerosi sponsor ed alla disponibilità dei parroci Don Peppe Recchia, Don Mimmo Belvito, Don Gaetano Luca e Don Giovanni Amodio.Prossimi appuntamenti della Rassegna:

SABATO 13 AGOSTO 2016 ore 20:30
organo storico “Pietro de Simone” senior – 1715 ca.
Chiesa Matrice S. Maria Assunta – POLIGNANO A MARE
(soprano – organo)

DOMENICA 14 AGOSTO 2016 ore 20:00
organo storico “Pietro de Simone” – prima metà del XVIII sec.
Chiesa Matrice S. Maria Assunta – TURI
(soprano – organo)

sostengono la manifestazione:

 

L’ADAMANTINA POESIA DEI WIENER ILLUMINA L’ “ANNO SOLARE”.

Concerto di Capodanno da Vienna sobrio ed equilibrato, ma sempre sfavillante sotto il profilo artistico.

VIENNA – La misura e l’equilibrio sono state le caratteristiche principali del Concerto di Capodanno 2015 dei Wiener Philharmoniker, quasi l’adattarsi ai tempi odierni, poco inclini alla rappresentazione di una festa ridanciana, sguaiata o semplicemente “leggera”.

75 anni di Concerto da Vienna sono tanti, ed è un genetliaco importante: il fatto che ancora l’appuntamento si mostri tra i più attesi dagli appassionati – ma anche dai consueti curiosi e dai presenzialisti – significa che il messaggio di serenità inviato dalla capitale austriaca è tanto più sentito, quanto più ci si guardi attorno con dubbi ed incertezze.

Zubin Mehta, per la quinta volta sul podio – l’ultima fu nel 2007 – sempre incline allo scherzo ed al divertimento per l’occasione, non si sottrae al rito (che, del resto, si vede con piacere), ma “legge” le partiture, soprattutto quando lo spazio (o il “respiro”) del valzer lo permette con maggiore naturalezza di quanto lo possano i brani più stringati (polke, galop, ecc.), accentuandone la sottesa malinconia elegia.

Nel caso, poi, di una pagina come An der Elbe op. 477, l’ultimo valzer composto da Johann Strauss II, tale prospettiva pone in risalto la complessità della struttura cui era giunto il compositore: pagina che sta in perfetto equilibrio tra il ballo (per nulla scatenato) ed il brano da concerto.

Probabilmente, i Viennesi erano consapevoli dello sgretolarsi del “bel mondo” austriaco più di quanto non lo dettero a vedere, nella propaganda di un’Austria Felix ad ogni costo.

Eppure, quest’Austria rappresentava un percorso culturale di tutto rispetto tanto che il programma stesso del concerto celebrava i 200 anni del Museo tecnologico ed i 650 dell’Università viennese (la più antica di lingua tedesca che annoveri l’Europa). Si trattava così di un itinerario che si è dipanato sia nella prima sia nella seconda parte del programma, grazie a pagine degli Strauss che si “ispiravano” a ben precise caratteristiche del mondo viennese/asburgico: penso, ad esempio, all’Ouverture di Suppè, Un mattino, un pomeriggio ed una sera a Vienna, oppure al raffinatissimo valzer di Josef Strauss dedicato alle rondini dell’Austria (Dorfschwalben aus Osterreich), fino all’elaboratissima introduzione (nata come coro) del valzer Wein, Weib und Gesang (Vino, donna e canto), trilogia rappresentativa del “gaio vivere viennese” sublimata dal Re del valzer per il ballo annuale dell’Università.

Orchestra e direttore si stimano reciprocamente (Mehta è direttore onorario della stessa): si sente nella perfetta simbiosi tra gesto e poesia sonora, espressa con lo sfavillio degli archi, la precisione dei fiati, il rigore delle percussioni.

Sì, insomma, anche quando il tono che si vuole mantenere è quello prossimo alla “discrezione”, l’adamantino brillio dei Wiener Philharmoniker illumina felicemente l’apertura dell’anno solare.

 

Bruno Belli

This post is available in EN, FR, ES, DE here

 Seguite le nostre news ogni giorno su www.classicaonline.com

CASERTA: XX edizione dell’AUTUNNO MUSICALE

Dal 31 Ottobre al 26 Dicembre 2014 avrà luogo la prima parte della XX edizione dell’Autunno Musicale alla Reggia di Caserta ed in altri luoghi d’arte.

La Rassegna, realizzata in jointventure dall’Associazione Anna Jervolino e dall’Orchestra da Camera di Caserta, si svolgerà con la collaudata formula del week-end itinerante nei siti vanvitelliani, nelle basiliche romaniche, in chiese, palazzi e musei.
Il programma è articolato in vari segmenti e i repertori spaziano dal barocco alla creatività contemporanea.
Pianofestival – da Beethoven a Prokofiev;
Musica da Camera – integrale beethoveniana per violoncello e pianoforte, capolavori della letteratura cameristica da Mozart a Ravel;
Contemporanea – Il Novecento italiano da Busoni a Gaslini, contaminazioni e minimal movie;
I Concerti dell’Orchestra – classicismo viennese e ‘700 napoletano con l’Orchestra da Camera di Caserta diretta da Antonino Cascio;
Pianofestival in Villa – a Villa Campolieto di Ercolano protagonista sarà principalmente il pianoforte a quattro mani;
Altri Eventi: Suoni & Visioni, tecnologia creativa al Palazzo Fazio di Capua; Suoni & Itinerari nei siti e musei paleontologici; Tempore Nativitatis concerti sugli organi storici; Educational progetto di diffusione della Rassegna presso le scuole.
Il Concerto per un Giorno di Festa, evento fuori programma in calendario la mattina di S. Stefano alla Cappella Palatina della Reggia di Caserta, tradizionalmente chiusura dell’Autunno Musicale, quest’anno sarà il trait d’union tra la Rassegna e la sua estensione a Febbraio con Autunno Musicale Forward il cui programma sarà presentato in tale occasione.
PER CONTATTI:
Segreteria organizzativa
0823 361801 – 393 6020456
email: info@autunnomusicale.com

LA SCALA PUNTA SUL SACRO

Presentata la stagione sinfonica: al via il 29 con la “Creazione” di Haydn.
Pereira: riporterò Muti a Milano

di ELENA PERCIVALDI

E’ uno Zubin Mehta un po’ trafelato (arrivava direttamente da Malpensa: «Sbarco bagagli in ritardo» – dice sorridendo) ma in gran forma quello che presenta, insieme al sovrintendente Alexader Pereira e al nuovo responsabile dell’ufficio stampa scaligero Paolo Besana, la stagione sinfonica 2014-2015 del Teatro alla Scala di Milano. Stagione che presenta un ricco cartellone di concerti – 9, con 19 date – dove la musica sacra sarà la grande protagonista.

Si parte il 29 settembre con la “Creazione” (“Die Schöpfung”) di Franz Joseph Haydn, il grandioso oratorio per soli, coro e orchestra composto dal maestro austriaco tra il 1796 e il 1798. Sul podio ci sarà proprio lui, il maestro Mehta: solisti Julia Kleiter, Peter Sonn e Thomas E. Bauer con il Coro del
Teatro alla Scala diretto al solito da Bruno Casoni. Il capolavoro sacro di Haydn manca dal Piermarini dal 1994, allora c’era Riccardo Muti. Oggi, con il ritorno di Mehta, si dà il via a una stagione sinfonica di particolare prestigio e di forte sapore internazionale, che vede sfilare sul podio Daniel Barenboim (12, 14 e 15 novembre, direttore e solista), Daniel Harding (23, 24 e 26 gennaio 2015, con il pianista Rudolf Buchbinder), Georges Prétre (16, 18 e 21 marzo 2015) e Cristoph von Dohnányi (13, 14 e 15 aprile, con il baritono Thomas Hampson). In programma Bruckner (sinfonie 4 e 8), Mozart (concerto per piano n.27 kv 595), Bartok, Mendelssohn, Mahler (sinfonie 1 e 9), Cajkovskij e Sostakovic, Schumann e Beethoven. Di quest’ultimo oltre al concerto per pianoforte n. 5 sarà eseguita, in occasione del concerto di Natale (21 dicembre), la Missa solemnis in re maggiore op. 123: altro capolavoro che,
assieme al Requiem verdiano per Claudio Abbado il 3 e 4 ottobre (sul podio Chailly), dimostra un rinnovato e deciso interesse della Scala per il repertorio sacro.

La novità principale della stagione è però l’introduzione dei concerti di tre grandi orchestre straniere, una per turno di abbonamento: Riccardo Chailly dirigerà l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia il 16 febbraio del prossimo anno con il violinista Julian Rachlin, Vladimir Jurowski la London Philharmonic
Orchestra con il pianista Daniil Trifonov e Paavo Järvi l’Orchestre de Paris con la pianista Hélène Grimaud.

«La stagione sinfonica della Scala – ci spiega Pereira – è ambiziosa perché coinvolgerà non solo l’orchestra ma anche il coro. Il nostro sarà un grosso impegno, importante ma senza esagerare. Ho voluto di proposito la presenza di maestri di grande esperienza perché l’auspicio è che trasferiscano la loro conoscenza all’orchestra e ai giovani. Voglio approfittarne finché ci sono». Il riferimento, in particolare, è a Prétre (classe 1924) ma anche allo stesso Mehta (classe 1936) che torna alla Scala dopo quattro anni, da quando cioè diresse “Tannhäuser”, che per lui e il cast fu un trionfo ma la regia e l’allestimento, firmati dai catalani Fura dels Baus, furono duramente contestati soprattutto dal loggione. Oltre all’oratorio di Haydn dirigerà, tra febbraio e marzo, una nuova produzione dell’Aida.

«Adoro la “Creazione” – commenta il Maestro – è un vero miracolo in cui si sente già Beethoven e persino Wagner, con quei tocchi di puro impressionismo. L’ho già diretta varie volte anche con cinque voci. Qui ne userò tre, più una dal coro, con un organico piuttosto limitato: una sessantina di coristi e
un’orchestra piccola, per dare un senso di trasparenza e raccoglimento». La “Creazione”, del resto, è un’opera molto speciale anche per Pereira. «La mia bis-bis nonna – racconta sorridendo – fu una dei fondatori del Musikverein di Vienna e finanziò un’accademia di ben 600 musicisti per eseguire questo capolavoro di Haydn. E’ una pagina intensissima che trasmette grande energia: è il manifesto, straordinario, della fede del compositore. Quando la ascolto non posso non commuovermi».

Non poteva mancare, e infatti puntuale arriva,  la domanda su Riccardo Muti e la sua decisione di lasciare l’Opera di Roma. La risposta sorprende, ma neanche tanto:  «Sono molto triste per lo sviluppo della situazione fra il Maestro e l’Opera di Roma – dice – : l’Italia non può lasciare senza domicilio le sue idee artistiche». Ma  subito rilancia: «Da oggi fino all’ultimo giorno del mio mandato proverò a riportare Muti alla Scala».

A chi gli chiede ancora del cartellone Expo, il sovrintendente risponde rimbalzando le polemiche sollevate da chi ha accusato il Festival che segnerà il 2015 di presentare poche orchestre italiane: «Ho preferito – spiega – concentrarmi solo su Santa Cecilia e la Filarmonica, con un progetto chiaro
affidato a due sole orchestre, e puntare sull’estero come biglietto da visita. Quelle che verranno a Milano – i Berliner, i Wiener, la Boston Symphony eccetera – lo faranno per presentarsi al mondo. E il Festival delle Orchestre Internazionali di Expo 2015 sarà uno dei più grandi festival d’orchestra
d’Europa degli ultimi vent’anni». Un augurio? Forse. Comunque vada, questa sarà una stagione davvero speciale. «Inizia con la “Creazione”, e mi auguro davvero che sia una creazione anche tutto ciò che seguirà. Ma garantisco che faremo tutto, anche le cose brutte, con entusiasmo».

Programma completo su www.teatroallascala.org

____________________________________________________________________________________

Elena Percivaldi (Milano, 3 maggio 1973) è una storica, saggista e scrittrice italiana, giornalista, critica d’arte e musicale.
Laureata in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Milano con una tesi sulla storia medievale, all’attività di saggista e pubblicista affianca quella di relatrice e docente in conferenze e convegni.
A livello nazionale ed internazionale è accreditata come un’esperta di Cultura Antica e Medioevale.
Sito web: http://www.elenapercivaldi.com/

 

This post is available in EN, FR, ES, DE here

 Seguite le nostre news ogni giorno su www.classicaonline.com

GIDON KREMER AL TEATRO SALIERI di Legnago (VR)

logo_Salieri

testo_Kremer

nuovo-1

Martedì 10 dicembre alle 20.45, terzo appuntamento della Stagione di Musica 2013-2014 del Teatro Salieri di Legnago www.teatrosalieri.it, con un appuntamento veramente speciale e imperdibile per gli appassionati della grande Musica.

Sul palco del Teatro Salieri si esibirà uno dei più straordinari violinisti del Novecento, Gidon Kremer, con il suo “Hambourg”, violino realizzato nel 1641 da Nicola Amati, maestro di Antonio Stradivari, la violoncellista Giedre Dirvanauskaite e la pianista Khatia Buniatishvili.

Verranno eseguite musiche di S.V. Rachmaninov, Trio Elegiaco in sol minore n 1 e in re minore n. 2 e di S. Weinberg, il Trio op. 24

Ore 20.00, al Ridotto del Teatro: Conversazioni sul concerto con storie, aneddoti e curiosità con Eva Purelli, giornalista e critico musicale.

Biglietti: Da € 14 a € 25, alla Biglietteria del Teatro. I biglietti sono in vendita anche al telefono, con carta di credito; online, http://www.teatrosalieri.it

Sconto 30% per studenti under 30 e over 65

Info e prenotazioni

Teatro Salieri
tel. 0442 25477
info@teatrosalieri.it
www.teatrosalieri.it