WOLFGANG AMADEUS MOZART, I CINQUE CONCERTI PER VIOLINO. SINFONIA CONCERTANTE K. 364

Domenico Nordio, violino; Danilo Rossi viola. Ensemble Respighi Orchestra, Federico Ferri.

2 cd CONCERTO CLASSICS 2100.2

Interpretazione:****

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I cinque concerti per violino scritti da Mozart nell’arco del 1775 nacquero con fini d’intrattenimento per la corte di Salisburgo, sicché gli elementi brillanti e virtuosistici sono le principali caratteristiche di tali pagine. La critica ritiene gli ultimi 3 più interessanti e meglio impostati, ma ritengo che tutti e cinque possano essere considerati un blocco unitario, nel quale il violinista abbia la possibilità di porre in luce non solo le doti del virtuoso, ma anche le capacità di “cantare” con lo strumento.

Infatti, vi è una sorta di equilibrio in essi tra il virtuosismo spiccato “alla francese” e la sensibilità e la cantabilità di quello italiano.

In essi, poi, resta predominante la dimensione sinfonica, che attesta il profondo impegno compositivo regalato dal musicista. Nello specifico, il terzo concerto, datato 12 settembre, presenta un tratto interessante: la conclusione dello sviluppo centrale dell’allegro d’inizio è segnata da alcune battute di recitativo del solista ad imitazione dello stile vocale operistico, così come compare un eco del coevo «Il re pastore» musicato pochi mesi prima.

Il successivo, dell’ottobre 1775, è stato per anni considerato una parafrasi di un lavoro di Boccherini che lo stesso avrebbe donato a Mozart, ma si è ormai certi che la leggenda dell’incontro tra il compositore toscano ed il Salisburghese in Italia sia un falso novecentesco: pertanto, al pari degli altri concerti, l’opera respira del gusto italiano reso, in questa pagina, in modo ricco e sensuale grazie alla qualità della melodia ed alla condotta del violino solista.

Infine, il quinto concerto, datato 20 dicembre 1775, si presenta come il più elaborato ed imponente, tra l’altro con un rondò turco conclusivo che si concede qualche bizzarria nella condotta del movimento, facendo ricorso a materiale dell’incompiuto balletto «Le gelosie del serraglio».

Come si vede, quindi, brillantezza e cantabilità accompagnano il sapore di tali pagine che Domenico Nordio interpreta con eccellente equilibrio, senza venire meno al virtuosismo e ponendo in luce quella cantabilità di cui si accennava tramite una superba cavata che lo contraddistingue tra i migliori violinisti europei.

Non da meno Danilo Rossi alla viola per quel capolavoro assoluto che è la Sinfonia Concertante K. 363, il cui movimento di mezzo, in do minore, è qui consegnato al disco tra le più alte vette interpretative degli ultimi venti anni.

Ottima l’Orchestra «Respighi» condotta con mano sicura e fantasia da Federico Ferri per un doppio cd che è una ghiotta festa musicale.

Bruno Belli

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LAGRIME MIE

Anna Caterina Antonacci, Accademia degli Astrusi, Federico Ferri.

1 cd CONCERTO CLASSICS, The magic of live. 2094

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Si tratta di un cd eccezionale, che documenta lo splendido concerto tenuto da Anna Caterina Antonacci e dall’Accademia degli Astrusi, diretti da Federico Ferri, il 21 dicembre 2010 presso il Teatro Comunale di Bologna.

Oggi, Anna Caterina Antonacci è da considerare tra le più grandi cantanti della nostra epoca, sia per la preparazione musicale e per la tecnica, sia per la pertinenza artistica con la quale infonde vita ai personaggi sulla scena e nei concerti.

Il programma scelto con l’Accademia degli Astrusi, che cesella con rara eleganza le pagine presentate, è dedicato alla produzione del primo barocco musicale, pertanto un momento artistico nel quale è massima l’importanza non solo del fraseggio musicale, ma soprattutto della pertinenza e della capacità di “recitare” il testo poetico mentre si canta.

Anna Caterina Antonacci porge con viva partecipazione ed attenzione al testo le pagine di Monteverdi, di Purcell e di Haendel, ma veramente ottiene un risultato bellissimo nell’interpretazione della cantata di Barbara Strozzi, Lagrime mie, a che vi trattenete, testo che, opportunamente, è stato scelto dalla Concerto come titolo per il presente cd, pubblicato nella collana “live” della casa musicale milanese.

La cantata della Strozzi, pubblicata a Venezia nel 1659, presenta un importante recitativo introduttivo nel quale si trovano numerosi melismi cromatici con i quali si vuole descrivere la sofferenza del personaggio, in tal senso una forma quasi madrigalistica, come bene rileva Francesco Lora nelle altrettanto eccellenti note che accompagnano il cd. Segue, la prima aria, un successivo recitativo e l’aria finale: l’Antonacci, in questo perfettamente coadiuvata dall’Accademia degli Astrusi, interpreta senza cesura alcuna le parti della cantata stessa, mantenendo coeso, in tal modo, lo spirito che Barbara Strozzi ha conferito al testo poetico.

Tale impostazione è mantenuta dagli artisti nelle restanti pagine che raggiungono l’acme, passando per L’Orfeo di Monteverdi, Didone and Aeneas di Purcell ed il Rinaldo si Haendel, nel Combattimento di Tancredi e di Clorinda dello stesso Monteverdi, pagina per la quale Anna Caterina Antonacci e l’Accademia degli Astrusi superano notevolmente anche celebrate edizioni del passato e di oggi, molto meno pertinenti al dettato musicale nella loro asettica compitezza. Invece, in questa interpretazione, troviamo vero teatro come è necessari che sia ogni qual volta si affrontino testi che abbiano uno spiccato senso scenico.

Completano il concerto, quattro pagine strumentali di Corelli, di Geminiani, di Purcell e di Giambattista Martini affidate all’Accademia degli Astrusi, brillanti nella sonorità, mobili e fantasiosi nelle dinamiche.

Bruno Belli

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